
Ca’ D
a. 2018/2020



Tipologia:
Abitazione unifamiliare
Segni particolari:
Corte con il rustico esistente; portico come spazio filtro; aperture calibrate sul paesaggio.
L’idea:
L’edificio è collocato ai margini della campagna, in un parco segnato da alberi autoctoni e da frutto, filari, strada e un complesso rurale esistente. Il progetto assume questi elementi come regola di impianto e costruisce un inserimento basato su due ordini: quello dell’assetto generale e quello dei dettagli.
A scala territoriale, l’intervento ricompone l’insieme attraverso una corte: il nuovo volume si dispone in relazione al rustico, ristabilendo un equilibrio planimetrico e definendo spazi esterni utilizzabili. A scala dell’edificio, la pianta riprende in forma contemporanea la tipologia allungata delle costruzioni locali, distinguendo chiaramente i pieni dell’abitazione dai vuoti del portico e delle nicchie.
La copertura a due falde e la scansione delle aperture derivano da uno studio del costruito rurale, rielaborato in funzione delle esigenze climatiche e dell’abitare attuale. Il portico torna a essere una soglia: uno spazio intermedio che regola l’accesso e stabilisce continuità tra interno ed esterno. Alcune inclinazioni e tagli volumetrici introducono viste oblique e prospettive controllate verso il paesaggio.
Le finestre sono pensate come inquadrature puntuali: affacci principali verso il parco e aperture minori, schermate da gelosie, per viste selettive verso i filari e le montagne.
Ne risulta una casa che si integra nel contesto senza imitazione, mantenendo una composizione essenziale e una relazione diretta con il luogo.
